Museo diocesano Velletri - mostra Can food be art? Fotografie di Salvo D’Avila - 22 settembre - 20 ottobre

19/09/2018 10:51:24

Sala Silvana Paolini Angelucci


 

 

 

La mostra, curata dallo storico dell’arte Lia De Venere, riunisce una serie di fotografie di nature morte dalla connotazione marcatamente pittorialista, realizzate negli ultimi cinque anni.

Così scrive del suo lavoro la curatrice:

“D’Avila costruisce l’immagine in uno spazio esiguo, trasformando pochi frutti, ortaggi o pesci in apparizioni improvvise che squarciano il buio assoluto dello sfondo, richiamando alla mente le rare affascinanti minimali composizioni del pittore spagnolo Francisco de Zurbarán (1598-1664), giocate su netti e sapienti contrasti tra luci e ombre; oppure li immerge in una luminositã abbagliante, quasi un rimando alla pittura iperrealista di Luciano Ventrone, definito da Federico Zeri “il Caravaggio del XX secolo”. Avvicina ai nostri occhi le coppe e i canestri che li accolgono, posandoli a volte su tovaglie ornate da raffinati motivi decorativi come nei dipinti dell’etã d’oro della natura morta nordeuropea o su superfici specchianti che rafforzano il carattere straniante della composizione… Ad accomunare le immagini di d’Avila c’è evidentemente un’attenzione amorevole per le piccole cose che popolano il nostro orizzonte quotidiano e insieme la volontã di sottrarle dal carcere dell’ordinarietã, con l’intento di condividere con chi guarda le proprie emozioni e di conferire all’attimo lo stigma della durata”.

 

 

 

 

Salvo D’Avila, romano d’adozione dal 2002, nasce in Puglia nel 1968. Sua madre è uno storico dell'arte e insieme a suo padre ha lungamente diretto una galleria di arte contemporanea. Salvo coltiva quindi la passione di famiglia per le arti visive, specialmente per la pittura, avvalendosi di un mezzo - la macchina fotografica - le cui basi tecniche consolida presso la Scuola Romana di Fotografia. I generi nei quali principalmente si cimenta sono quello del ritratto (in particolare di imprenditori e artisti, soprattutto circensi e danzatrici) e la natura morta (con vari soggetti). E' in questo genere che è più evidente la relazione tra la pittura, citata esplicitamente, e l'invenzione personale. La sua mostra d'esordio "immagini rubate all'agricoltura" è nel 2012, in una location romana insolita e suggestiva: il mercato di Campo de' Fiori; ha tenuto mostre personali presso la galleria Le Muse di Andria (2014), l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda (2015) e l’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo (2016), l’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona (2017), presso la Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura nella sede centrale del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali a Roma e presso l’Ex Convento di San Francesco della Scarpa di Bari.

www.salvodavila.com   

           

 

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